Ringrazio la redazione di Difesa Online per aver accolto con serietà e curiosità Viaggiator d’ali, un racconto per onorare e celebrare la forza e l’audacia di questi piccoli eroi nella Prima Guerra Mondiale, eroi amati e contemplati da Gabriele D’Annunzio.
““Sin dalla notte dei tempi si hanno notizie sull’uso dei colombi viaggiatori come messaggeri di pace e anche nelle azioni di guerra. Le prime testimonianze di ciò risalgono a circa il 3000 A.C., con i resti delle colombaie; il loro uso è dunque antichissimo.”
Così, l’autrice, scrittrice, saggista e storica, ci introduce a questo suo saggio dedicata ai colombieri e ai colombi viaggiatori, il cui uso si diffuse “quando si accertò la loro importante caratteristica genetica ovvero, anche se allontanati, quella di far ritorno alla loro colombaia d’origine,” anche se ancora oggi non è ancora noto il modo in cui si orientano.
Premesso che il colombo attuale può percorrere 700 chilometri in un giorno, “secondo alcuni studiosi esso si orienta grazie al fenomeno della magnetoricezione.” secondo altri, come il noto zoologo Ghigi, “il piccione viaggiatore si orienta come una bussola: tale teoria si ricavò dalla constatazione del disorientamento dei pennuti, in vicinanza di zone minerarie.” In ogni caso la loro prestazione può essere influenzata negativamente dalle condizioni metereologiche.
Sempre secondo il Ghigi, lo sport colombofilo nacque agli inizi del 1800 e si diffuse in Italia nel 1875, grazie al colombiere Alfredo Brunacci che, in quell’anno, fondò lo Sport Colombofilo, con la successiva istituzione, a Firenze, della Società Colombofila. A Reggio Emilia, nel 1882, fu costituita la prima Società Colombi Messaggeri.
“Con lo scoppio della Prima Guerra Mondiale, alcune Colombaie furono requisite ed altre chiuse nel Ministero della Guerra,” al quale, nel 1918, furono dati circa 7779 colombi”…
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