Intervista per Culturaidentità

1) Come nasce questo libro?
Alcuni anni fa conducevo una trasmissione televisiva a carattere culturale, lo spazio letterario di quei giorni era dedicato a Gabriele d’Annunzio.
La cosa particolare è che non amavo la figura del Poeta, non mi ero mai soffermata su di lui, i miei interessi erano verso altri letterati.
Quanti pregiudizi consegnati alla storia, quanto mi sbagliavo su di lui, lo avrei capito ricercando e studiando.
Fui contattata da una medium che mi disse di aver scritto una lettera in stato di trance, la lettera era firmata dal Vate.
Da lì partì la necessità e dico bene, non l’idea, di studiare storicamente ed esotericamente Gabriele d’Annunzio.
Era una mia necessità capire il perché di tanto accoramento del poeta nell’esprimersi in quel modo ed il perché di tutto questo, appunto L’enigma d’Annunzio.
Quando leggo la lettera medianica, dato i tempi moderni che viviamo, mi emoziona e nello stesso tempo mi fa rabbrividire.
In essa d’Annunzio è più contemporaneo che mai!
La lettera ha dell’incredibile, ha un linguaggio desueto, accorato che molto assomiglia alla personalità e ad il modo di essere dello Stesso.
Ecco, in me nasce dall’esigenza di voler capire tutto questo.

2) Quali sono secondo lei, i passaggi che possono interessare i lettori più giovani?
Leggere la contemporaneità di questo artista, oggi si parla di Influencer, oggi d’Annunzio potrebbe esserlo e poi imparare a vivere i propri ideali fortificandoli con le azioni. Vivere esaltando, nel giusto modo, la nostra unicità e riflettere su quanto i pregiudizi possano vestire un uomo, di abiti che non gli appartengono, quindi denudarlo della sua reale personalità.
Spero che i misteri o enigmi di cui tratto nel libro, sempre dal punto di vista storico, possano condurre il lettore a riflettere e pensare.

3 ) Il nome, dicevano gli antichi è un presagio. D’Annunzio, dell’Annunzio. È stato Arcangelo nella sua vita, che non è stata facile.
Si , facile non lo è stata.
Gabriele Rapagnetta poi d’Annunzio, dal nome della nonna o meglio l’annunciatore, è stato amato, odiato.
In fondo è l’esistenza di chi rende la propria vita “ Inimitabile”, la porta in ogni campo all’estremo, la vive in continuo movimento come un ossimoro tra vita e morte.
Come racconto nel mio libro, egli si pone come l’arcangelo Gabriel, l’arcangelo annunciatore, mediatore.
Un Arcangelo combattente che però, porta pace attraverso le azioni e la parola, mediatore tra le parti, le parti politiche italiane, in questo caso.
Leggete il libro e capirete il perché, non voglio svelare nulla al mio Caro Lettore.

4) Lei crede negli astri protettori, nelle figure di spirito-guida? E quali sono?
Io credo.
Credo che nella nostra esistenza non siamo mai soli, le anime dei trapassati possono guidarci ispirando nello spirito e nel cuore la via giusta da percorrere. Basta auscultare la nostra anima ed essere pronti ad aprirsi al mistero perché l’umanità è un mistero, come l’energia che governa nello spirito gli esseri viventi.

5) Lei si è dedicata allo studio del paranormale avvicinandosi agli ambienti del grande Gustavo Rol di Torino. Il sensitivo e parapsicologo leggeva nei libri chiusi, dipingeva a distanza, smaterializzava oggetti anche secondo la testimonianza del suo grande amico Federico Fellini. Di quale prodigio è stata testimone?
Sono una persona molto curiosa e non credulona, quindi ho bisogno di prove, di certezze e quando possibile, le cerco.
Ho studiato il paranormale perché mossa da un dolore personale perché in quei tragici lutti, avevo perso la mia identità spirituale, i dolori possono distruggerti o portarti ad una evoluzione dello spirito e della conoscenza. Credo che non siamo soli nella vita e nel dolore, l’Aldilà ci accompagna e ci sostiene, questa è la mia esperienza personale.
Rol fu un grande studioso del paranormale, sperimentatore e medium.
Mi raccontava una mia amica a Torino che perse a casa di Rol un orecchino mentre stavano “Sperimentando”, tutti quella sera la aiutarono a cercare quel gioiello, ma non si trovò; era un orecchino a lei molto caro perché regalatole dal marito.
Tornata a casa, a tarda notte, Rol le telefonò a casa dicendole di aprire un cassetto di un suo mobile, l’orecchino era lì.

6) Laura Curtale, lei è stata testimone attenta e ospite di Licio Gelli, il patròn della Loggia Propaganda 2 a Villa Wanda in provincia di Arezzo. C’era un’atmosfera diversa, imprevista e incredula, più solare rispetto a tutte le trame oscure che si raccontano.
Liceo Gelli, per mia sorpresa, seguiva la mia trasmissione ed era affascinato dal mio amore per la letteratura, decise quindi di conoscermi e di invitarmi a Villa Wanda dove dimorava.
Il Conte Gelli amava profondamente la poesia. Scrisse molti libri di poesia e mi propose di valutare le sue opere.
Ovviamente, il mio sgomento fu grande.
Andai più volte a trovarlo. Incontrai un uomo intelligente, spiritoso, ma profondamente addolorato.
Il suo dolore traspariva da ogni suo discorso, mi parlava della figlia morta in un incidente stradale, un dolore che portava nel cuore e nello sguardo.
Passeggiavo nel giardino della sua villa dove vi è una piscina in mosaico, adoro nuotare e Gelli mi disse che la piscina fu costruita per la figlia, ma ora non era più agibile perché Lei era morta. Mi disse che l’avrebbe ristrutturata con gioia, se io avessi voluto nuotare, capii che sentire nuovamente il dolce suono dell’acqua quando si nuota, era come rivivere la sensazione che la figlia, fosse ancora viva.
Sappiamo la storia cosa ci racconta di questo uomo, ebbene, io non conobbi un mostro, ma un uomo sensibile, umano, che in un momento doloroso della mia vita, mi parlò e mi aiutò come un buon padre può fare con una figlia, mio padre era morto da 10 anni.

Link all’articolo: L’enigma di d’Annunzio e poi Rol e Licio Gelli….