Estrema fatica del maggiore regista, esponente del realismo inglese, Mike Leight è un film che narra gli ultimi venticinque anni di vita del pittore Britannico: Joseph Mallord William Turner (1775-1851), detto il pittore della luce.
Mike Leight, noto anche come sceneggiatore, ama raccontare storie reali,problematiche sociali.
Questa volta ci accompagna nella Londra Ottocentesca ai tempi della Regina Vittoria.
William Turner è stato grande interprete della pittura paesaggistica del Romanticismo Inglese.
Studente dal 1791 e poi membro della prestigiosa Royal Academy, della quale nel film abbiamo una visione frettolosa,compirà viaggi in Francia,Svizzera, Italia ove l’atmosfera poetica di Venezia e delle vedute pittoriche del Canaletto, avranno influsso sulle sue opere ,insieme ai paesaggi classici di Claude Lorrain.
Nel film di Leight non si manifesta l’anima dell’uomo e nemmeno quella dell’artista WilliamTurner.
Il titanismo romantico del pittore della luce emerge nella caratterizzazione degli eventi naturali, egli amava dipingere il mare in burrasca e tutto in lui era esplosione di energia, nel racconto cinematografico di Leight ciò è solo un accenno, come quando Turner si fa legare all’albero maestro della nave, che varca mari in tempesta, fatto realmente accaduto e significativo per Turner artista: l’io individuale , quando immerso nella Natura, ne ascolta il misterioso e sublime linguaggio, s’immerge in esso e traduce con l’arte pittorica il suo linguaggio occulto, celato.
La Natura veniva da Turner dipinta ed osservata nei suoi aspetti grandiosi, mare, montagne, divenendo la fonte principale del sublime.
La natura è agitata da grandi forze cosmiche oscure, supreme ,che l’uomo non può governare e vengono ingoiate da turbini di luce.
L’ultima opera del regista Leight,è un’opera puramente descrittiva, nata però, da una accurata ricerca e studio della vita del pittore, ma il film biopic non emoziona, non fa vibrare in noi il sentimento dell’arte.
L’artista Turner non si palesa nel film, lo spettatore vive in una una continua attesa del “Sentire” l’arte del paesaggista romantico, non emerge il pittore della luce, ma il pittore del grugnito,della staticità che ha rapporti affettivi solo con il padre e l’ultima amante.
Il film doveva essere il canto della luce, William Turner disintegrò la forma, eccitando in sé l’idea della luce che tutto avvolge, il sole che trasforma il colore ed assurge a divinità assoluta:
“Il sole è Dio”.
William Turner è interpretato dall’attore Inglese Timothy Spall, che per l’interpretazione ha vinto come migliore attore al Festival Cannes film.
Il pittore della luce appare nel film, anaffettivo, grottesco e statica e la prosodia di Spall.
L’artista Turner ama il sole, la luce, l’attore Turner grugnisce ricacciando in sé ogni sentimento, ogni sensibilità, vive un’implosione della sfera affettivo- relazionale.
Mr. Turner, titolo originario della pellicola, non rivela realmente la personalità del pittore, un uomo poco salottiero, avverso al contatto umano, ombroso, misantropo,frequentatore di bordelli. Mr. Turner, come ogni vero Romantico, coltivava in sé il gusto della solitudine ed una profonda sensibilità. Affiora timidamente la personalità del pittore romantico nel contatto con un mondo nuovo: l’invenzione della macchina fotografica, la ferrovia e lo sviluppo industriale che cambia i paesaggi, le atmosfere divenendo vagamente demoniache ;violenti sono ora i contrasti di luce ed il paesaggio ,che avvolto dai vapori di una locomotiva, perde la sua sorridente serenità.
La bellezza del film è nei costumi di Jacqueline Durran, nel linguaggio puro ed aulico ottocentesco ricreato dal regista ,nelle ambientazioni, nella casa di William Turner, abilmente ricostruita da Suzie Davies e nella suggestiva colonna sonora di Gary Yershon.
Nella sua casa vi è l’anima dell’artista, si apre una tenda e si è in un salone dove sono esposti i suoi capolavori, li batte il cuore di William.
Il sublime nel film si manifesta in una bella fotografia di Dick Pope, che mostra maestosi paesaggi.
Il film ci invita a rileggere nei nostri cuori l’arte di Turner e a comprendere che in fondo, il colore è come la Natura di cui plasma i toni.
L’esistenza è dunque contraddittoria, pittoresca , sublime eppure armoniosa.
Laura Curtale