Con la drammaturgia di Irma Immacolata Palazzo e l’abilità istrionica di Cosimo Cinieri si dà vita ad un teatro interdisciplinare. Esso nasce da un gioco ideale dell’arte rappresentato dall’incontro della poesia con la musica, la danza, le immagini.
Le arti si compenetrano, si uniscono, si distaccano per affermarsi nuovamente come uniche e distinte nelle loro forti entità. La musica non fa solo da accompagnamento allo spettacolo,ma funge da contrappunto, creando così un altro piano di lettura. Essa sembra accarezzare la gestualità, la mimica, la voce di Cosimo Cinieri, per poi prorompere in un crescente ritmo oppositivo che si tinge di accenti sanguinei.
… “La voce nei nostri spettacoli non è mezzo di comunicazione, ma strumento emozionale vagando tra i toni, le velocità, i rallentamenti, le pause, lo scavamento di ogni strumento, di ogni parola, gli scatti repentini, le profondità o le vorticose altezze di tono”1.
Importante è dunque nel teatro Palazzo/ Cinieri che i musicisti abbiano uno straordinario “Orecchio teatrale”2 e la capacità di dialogare con l’attore e il testo.
L’attore Cinieri, con altanelante voce, attraverso un’accurata ricerca del termine “Lirico”, inserisce nel testo teatrale una pluralità di motivi stilistici
suscitando nel pubblico un sentimento evocativo, velato, seducente nel pensiero e nell’anima. “ La parola è suono, il suono dà senso alle parole”3.
Egli proviene dal “Teatro di ricerca”, un teatro che affonda le radici nel metodo Stanilavskij.
Suo maestro fu il drammaturgo, attore, regista Alessandro Fersen che rielaboro’ le arti teatrali di Stanilavskij nella scuola per attori da lui fondata a Roma, nel 1957: “Studio di arti sceniche”.
“ Io provengo dallo studio della figura dell’attore, io non faccio l’attore, io sono l’attore. Vado a cercare il mio Amleto in me , non faccio l’Amleto”4.
Ecco l’analisi psicotecnica realizzarsi in Cinieri istrione mediante una ricerca analogica tra il mondo interiore del personaggio e quello dell’attore;
le emozioni interiori vengono interpretate nel subconscio dell’artista e rielaborate dallo stesso.
Il teatro Palazzo/Cinieri prende vita nel 1978 ed è definito dalla Critica: Teatro studio/laboratorio. Segue tre linee di ricerca con: la teatralizzazione della poesia, la reinvenzione dei classici e la drammaturgia breve.
Hanno messo in scena più di trenta concerti di poesia e musica, tra cui ricordiamo: “Beat generation, Il Canzoniere Italiano,Il poeta è un fingitore: Pessoa, Adonis, Italia mia, Pier Paolo poeta delle ceneri, Odissea Mediterranea rapsodia in dieci movimenti, Ode marittima di Pessoa, Canzone da Petrarca al rap”.
Nell’opera teatrale i due artisti danno particolare rilievo alla sfera emozionale, ove per emozione s’intende la coscienza del sé poetico e con la percezione emotiva si intende il linguaggio metaforico interno alla poesia.
L’attore appunto evoca con un linguaggio universale un sentimento lirico, che si fa proprio nell’animo del pubblico.
Lo spettatore, catturato e percosso da versi evocativi, sprofonda l’Io nell’oblio che, attraverso l’azione prosodica dell’attore, risorge ,ricostruendo in sé, il proprio percorso poetico. L’attore è dunque il “detonatore emozionale di ogni spettatore”5.
Con la Drammaturgia breve in atti unici, in repertorio variabile da: Ionesco, Strindberg, Lorca, De Filippo, Pinter il teatro studio dei Nostri, scompone grandi opere sperimentando l’alto valore evocativo della parola.
…”Qualunque sia l’epoca e l’ambiente in cui il testo si svolge, il primo attore
si muove teatralmente “Nudo”,(senza trucco, con i suoi abiti quotidiani), mentre gli altri sono vestiti di tutto punto, ma in nero, come cancellati. La scena è nera, l’atmosfera omocromatica.
Attraverso ciò, si tenta di restituire all’attore la sua specificità, il suo essere un contenitore di emozioni”6 , un giocoliere dell’anima e della parola.
Negli ultimi anni, il teatro studio, laboratorio Palazzo/Cinieri si è concentrato sulla teatralizzazione della poesia .
Il teatro è vivo ed autentico quando reinventa e reinterpreta nella sua contemporaneità i classici, ciò trasmuta la loro officina teatrale nel sacro Mandala. Il Mandala è una immagine mentale circolare perfetta, ha in sé una potente forza creativa e distruttrice. Con la scomposizione del linguaggio, la ricostruzione della parola , l’impostazione della voce e un articolato simbolismo istrionico il verso acquisisce nuova espressione, il pubblico intraprende un viaggio iniziatico emozionale, che conduce ad una crescita interiore, distruggendo l’emozione passata.
Per mezzo della teatralizzazione della poesia, nasce un nuovo sentire, che rigenera e dona forza al lirismo tradizionale.
Lo psichiatra Carl Gustav Jung studiò il Mandala e ne fece uno strumento per comprendere la personalità e le emozioni degli uomini.
Nel Mandala ciò che vale a restaurare il vecchio ordine, comporta simultaneamente qualche nuovo elemento creativo.7
Palazzo, Cinieri ,scomponendo la parola lirica, donano un profondo significato all’opera, concedendo al pubblico una nuova finalità creativa per una personale espressiva rilettura, reinvenzione del teatro tradizionale.
“La costante di tutti i nostri spettacoli è una questione di vita o di morte. Cosimo vive la poesia, non la recita, non è un routinier. Egli si dà con entusiasmo; noi ci mettiamo in gioco, senza riserve con emozione altissima.
I nostri concerti di poesia e musica sono dei Mandala”.8
Il chiarore che traluce dal Mandala, una volta raggiunta la sua forma perfetta, si brucia in pochi istanti, come nella rappresentazione teatrale di un’opera.
La vita è teatro, il teatro costruisce ed imita la vita, la cui espressione massima si consuma sul palco in una sera.
Lo spettacolo è finito, tutto si è concluso, ma celatamente, la sua essenza lirica riluce nel cuore degli astanti.
Laura Curtale
1 Cfr,intervista a Irma Immacolata Palazzo e Cosimo Cinieri in “Adonis”.
2 Ibidem
3 Cfr,ìntervista a Cosimo Cinieri.Laura Curtale, Dicembre 2014
4 Ibidem
5 Cfr,intervista a Irma Immacolata Palazzo. Laura Curtale, Dicembre 2014
6 Cfr., “Parabola” di Irma Immacolata Palazzo.
7 Cfr,, Maria Louise Von Fran,allieva di Carl Gustav Jung.
8 Cfr,,intervista a Irma Immacolata Palazzo. Laura Curtale, Dicembre 2014.